Studio Dott. Righetti & Associati

Stampa il documento

La conservazione dei documenti: breve vademecum


Diverse sono le tempistiche per la conservazione dei documenti fiscali e non. In questo schema abbiamo voluto riassumere quelle più significative.

Pagamento imposte e tributi (es. Iva, Irpef, Irap, Ires, ecc)

Di norma i termini ordinari di accertamento scadono entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Se la dichiarazione è stata omessa oppure è stata dichiarata nulla, i tempi per l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate sono prorogati di un anno.
Il 31/12/2008 sono scaduti i termini per l’accertamento dei contribuenti che avevano presentato il modello Unico 2004 redditi 2003. E’ scaduto anche l’Unico 2002 per chi non ha fatto il condono.
In ogni caso è sempre bene prolungare di almeno due d’anni la conservazione delle pezze giustificative dato che spesso i termini per l’accertamento vengono prolungati. Un esempio riguarda i contribuenti che non si sono avvalsi delle sanatorie previste dalla Legge 289/2002 (Finanziaria 2003) i cui termini previsti per l’accertamento Imposte dirette ed Iva (Dpr 600 e Dpr 633) sono stati prorogati di due anni.

Cartelle di pagamento

Anche in questo caso i termini possono essere differenti. L’agente della riscossione notifica la car-tella al debitore iscritto a ruolo (o al coobbligato) nei confronti del quale procede a pena di deca-denza. entro il 31 dicembre:

  • del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata per le somme dovute a seguito di liquidazione automatizzata svolta ai sensi del Dpr 600/1973;
  • del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per le somme dovute a seguito di controllo formale della dichiarazione ai sensi del Dpr 600/1973;
  • del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio.

Libri contabili, sociali, copie fatture e contabilità

Si consiglia di conservare i documenti in questione per almeno 10 anni. In ogni caso è opportuno fare riferimento ai termini previsti per l’accertamento sulle dichiarazioni dei redditi.

Crediti tributari

Il termine è di dieci anni dalla data di iscrizione a ruolo. Tuttavia per le dichiarazioni presentate en-tro il 30 giugno 1997 (Irpef ed Irpeg) i crediti vanno rimborsati ai contribuenti senza tener conto del limite decennale (Legge 350/2003).

Ricevute spedizionieri

Le ricevute rilasciate da spedizionieri e trasportatori si devono conservare per un anno o per 18 mesi se il trasporto è stato effettuato in paesi extra UE.

ICI

Il bollettino ICI va conservato per i 5 anni successivi a quello di pagamento dell’imposta.

Contributi previdenziali INPS

Per sempre

Cedolini, buste paga, modello CUD

Per sempre in quanto unico sistema per provare un esistente rapporto di lavoro dipendente. Si ricor-da che per le aziende con più di 15 dipendenti la possibilità di contestare i conteggi si prescrive entro 5 anni. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti i documenti perdono valore solo dopo cinque anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
I cedolini paga possono invece tornare utili fino a dieci dopo l’inizio del trattamento pensionistico. I cedolini Inps o di qualsiasi ente previdenziale vanno conservati per dieci anni dopo il pensionamento.

Contratti di affitto

Per sempre

Affitto

Le ricevute dei pagamenti dei canoni di affitto vanno conservate per 5 anni.

Contravvenzioni

Le ricevute relative alle contravvenzioni pagate vanno conservate per 5 anni termine entro il quale i crediti per le sanzioni inflitte cadono in prescrizione (sentenza 5828/2005 Corte di Cassazione).
Si ricorda che il verbale di contravvenzione va notificato entro 150 giorni dall’infrazione.

Canone TV

Le ricevute di pagamento del canone Rai vanno conservate per 10 anni.

Bollette telefoni cellulari

Il termine previsto è di 10 anni.

Bollette utenze (Luce, acqua, gas, ecc)

Le bollette relative alle utenze domestiche vanno conservate per 5 anni anche se è consigliato il termine più lungo dei 10 anni. Se la bolletta è pagata in banca è preferibile conservare anche gli estratti conto.

Fatture di artigiani

Si consiglia di conservarle per almeno 10 anni.

Spese di ristrutturazione dell’abitazione

Le spese di ristrutturazione della casa che danno diritto alla detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, vanno conservate fino al termine del quinto anno successivo a quello nel corso del quale è stata detratta l’ultima quota dello sconto 36%-41%-55%.

Mutui

Ai fini fiscali le quietanze di pagamento delle singole rate sono da conservarsi fino alla fine del quinto anno successivo a quello nel corso del quale sono stati detratti gli interessi passivi pagati.
Per quello che riguarda invece i rapporti con l’istituto di credito, è preferibile conservare le quietanze fino a 10 anni dalla scadenza in quanto la prescrizione è decennale (Cassazione n. 12707/2002).

Condominio

Le spese condominiali vanno conservate per 5 anni.

Tasse rifiuti

Le tasse sui rifiuti e nettezza urbana vanno conservate fino al decimo anno successivo a quello di pagamento.

Spese alberghiere

I pagamenti relativi agli alberghi si devono conservare per 6 mesi. E’ questo il termine massimo entro il quale l’albergatore può chiedere la ripetizione del pagamento.

Assicurazioni

Le quietanza di pagamento delle assicurazioni vanno conservate per un anno. Diverso il termine per quelle utilizzate ai fini fiscali per godere di eventuali detrazioni (polizze infortuni, vita, SSN auto, ecc.) che vanno conservate per almeno 5 anni o fino a quando non cade in prescrizione il controllo da parte degli uffici finanziari per il periodo d’imposta nel quale sono state sostenute e detratte.

Cambiali

Le cambiali vanno conservate per tre anni dalla loro scadenza.

Estratti conto

Gli estratti conto bancari vanno conservati per 10 anni. Questo è il termine massimo concesso al correntista per impugnare l’estratto conto qualora questo presenti errori e/o omissioni sostanziali.
Si hanno invece 60 giorni per contestare le risultanze contabili del conto corrente bancario.

Scontrini

Lo scontrino fiscale, che vale anche come garanzia, va conservato per tutta la durata della garanzia. Se si tratta di spese mediche portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi vale quanto già visto in precedenza per le assicurazioni.

Rette scolastiche

Le ricevute di iscrizione per rette scolastiche o palestre si conservano per un anno. Anche in questo caso se le spese sono state portate il detrazione nelle dichiarazioni fiscali il termine è quello già visto in precedenza per le assicurazioni.

Bollo auto

Il documento che attesta l’avvenuto pagamento del bollo auto va conservato fino alla fine del terzo anno successivo a quello nel corso del quale è avvenuto il pagamento. Questo termine vale anche qualora si sia venduta l’automobile.

Atti di compravendita immobiliare

Per sempre

Atti notarili in genere ed atti di matrimonio

Per sempre

Pagamenti rateali

Si consiglia di conservarle per almeno 5 anni.

Parcelle e fatture di liberi professionisti

Si devono conservare per almeno 3 anni dalla conclusione della prestazione.

Referti medici

Per sempre

Titoli di Stato

La restituzione del capitale va richiesta entro 5 anni dalla data di rimborsabilità (scadenza del titolo). La restituzione degli interessi va richiesta entro 5 anni dalla scadenza.

Tutti i testi si intendono di esclusiva proprietà dello Studio Dott. Righetti & Associati. La pubblicazione, riproduzione o vendita, ove non espressamente autorizzata, è vietata e verrà perseguita a norma di legge.